Enzo Cucchi

Ascoltare, Attendere, Includere (Modalità d’intervento nell’ambito della relazione d’aiuto)

Destinatari: Il Workshop è rivolto a Insegnanti di sostegno, educatori, maestri d’asilo, studenti in formazione, logopedisti, psicomotricisti, musicoterapeuti, artiterapeuti, e a qualunque persona impegnata nell’ambito della relazione di aiuto che desidera esplorare e sperimentare modalità d’intervento basate sul linguaggio analogico e nuove forme di consapevolezza e di ascolto.

Durata: 6 ore

Abstract

Bruner definisce la creatività come l’orizzonte più autentico della conoscenza, dove processi cognitivi e affettivi, in modo congiunto, danno vita a un gesto, atto o serie di azioni che vanno oltre l’intenzione per giungere a un cambiamento e a una trasformazione. Il laboratorio “Attendere, Ascoltare, Trasformare” vuole offrire agli operatori impegnati nella relazione di aiuto uno spazio – protetto e non giudicante – dove conoscere e sperimentare – attraverso il suono, il movimento, materiali di varia natura e l’utilizzo di canali espressivi appartenenti a linguaggi analogici - modalità d’intervento che hanno come elemento fondante l’ascolto empatico; lavorare quindi, per tutta la durata del laboratorio, sulle proprietà “terapeutiche” della creatività, intesa come capacità di unire elementi esistenti con connessioni nuove. Un approccio espressivo – formativo che ha come finalità quella di potenziare le abilità espressive – creative e di grounding, funzionali per mantenere uno stato di presenza e di ascolto empatico durante l’intervento.

Il Workshop avrà come temi:

• Movimento Espressivo: (il corpo verrà presentato come strumento relazionale e potenziale strumento creativo - espressivo).

• Centratura Emotiva dell’operatore (Verrà posta l’attenzione sulla fragilità e la vulnerabilità dell’operatore, al fine di proporre strumenti funzionali alla tutela della sua emotività, soggetta a stress e continui carichi emotivi e Burn - out).

• L’importanza “terapeutica” dell’attesa (lavorare sui tempi di attesa e sul modo in cui pensare e ideare un intervento che sia capace di rispettare l’altro e creare le basi per un vincolo relazionale)

• L’ascolto Empatico (si lavorerà sulle capacità di ascolto e si sperimenteranno tecniche specifiche per creare il vincolo relazionale) • La creatività (le potenzialità terapeutiche della creatività intesa come capacità di unire elementi esistenti con connessioni nuove).

• Il Processo Trasformativo (la fase finale di ogni intervento dove l’operatore mette in atto processi trasformativi finalizzati al miglioramento della qualità della vita dell’utente).

Obiettivi

• Stimolare e valorizzare la creatività;

• Valorizzare il corpo e sperimentare nuove forme di consapevolezza;

• Rafforzare il senso di cooperazione;

• Valorizzare l'affettività e l’ascolto empatico;

• Prevenire disagi/malesseri derivanti dalla vita professionale, rafforzando la proattività individuale e organizzativa

Competenze Acquisite:

Capacità empatiche per favorire e migliorare l'inclusione;

• Capacità di ascolto di natura non verbale basate prevalentemente sul linguaggio analogico;

• Strumenti espressivi finalizzati a facilitare la relazione e il vincolo relazionale;

• Una maggiore consapevolezza dei propri mezzi, funzionale per prevenire disagi, situazioni di malessere o Burn - Out;

Francesco Clemente

Il Suono Del Corpo

Destinatari: Adulti dalla maggiore età in poi che vogliono acquisire maggiore consapevolezza, migliorare l'autostima e riscoprire potenzialità creative e incrementare le capacità relazionali.

Durata: 4 ore

Materiali utilizzati: Strumenti Musicali, Stoffe, Corde, Palloncini, Manichini, colori, fogli, elastici, aste.

Aspetti Teorici

Olismo

Olismo viene dal greco όλος, cioè "la totalità", "globalità" ed è il concetto madre a cui l’arteterapia e la musicoterapia fanno riferimento, e cioè l’attitudine a considerare l’essere umano un tutto; non circoscrivere la persona alla sola patologia, ma considerare l’individuo partendo dalla sua storia personale, dal modo in cui vive e si relaziona al dolore, considerare le dinamiche relazionali e i rapporti familiari e cogliere in qualsiasi forma di disagio la componente emotiva e affettiva che ogni problematica porta con sé. L’idea di laboratorio che ho in mente, guarda alle storie di ogni singola persona appartenente al gruppo, come una totalità.

Arrendersi al Corpo

Tornare alla vita del corpo permette alle nostre emozioni di riprendere il loro spazio naturale. Le tensioni infatti, non solo le limitano, riducendo la qualità delle emozioni provate, ma fanno durare più a lungo le emozioni negative, condizionando così il nostro umore. Se torniamo ad essere elastici e vulnerabili, torniamo alla nostra vitalità e alla libertà della nostra espressione emotiva. Reprimere un sentimento comporta la repressione di tutta una serie di altri sentimenti collegati. Ecco perché Alexander Lowen, padre della bioenergetica, non distingue tra emozioni buone ed emozioni cattive ma piuttosto tra avere o non avere la padronanza delle proprie emozioni. Bloccare un’azione non significa esserne padroni: la strada della padronanza significa sentire pienamente la carica energetica che proviamo e scegliere se agirla o meno. All’interno del laboratorio Il corpo il suono, la Voce, proporrò alcune esperienze che avranno come elemento centrale la resa da parte della persona al corpo, e cioè aiutarla ad avere un atteggiamento che la spinga ad abbondare il controllo della mente e lasciare al corpo la dimensione del sentire.

Espressività corporea

L’espressività corporea ha come obiettivo e unico interesse la valorizzazione dell’essere umano. Attraverso di essa si può recuperare l'autenticità perduta o mai sperimentata, il che significa ascolto interno, padronanza dei mezzi espressivi e auto-accettazione. Un lasso di tempo dove è possibile prendere coscienza del proprio corpo e delle sue grandi potenzialità trasformative. Un laboratorio espressivo che si propone quindi di riuscire a innescare dei momenti di autoriflessione all’interno della propria esperienza professionale e personale. Le proposte si concentreranno magggiormente su tecniche musicoterapiche, arteterapiache, esperienze di danzamovimento terapia, teatroterapia e scrittura creativa e momenti di rilassamento riconducibili alla meditazione Vipassana. Un laboratorio incentrato sull'espressività corporea e su elementi sonori, vocali e gestuali, che valorizzando il corpo e la creatività, può aiutare a raggiungere e ad acquisire diversi livelli di consapevolezza.

Il momento presente

Daniel Stern si pone una domanda importante: “come è possibile che ciò che viviamo come ora sia lungo abbastanza da permettere che qualcosa vi accada?” per poi affermare “la durata del momento presente dipende dal modo in cui concepiamo il passaggio del tempo”. Il laboratorio che propongo cerca di offrire ai partecipanti una nuova concezione del tempo. Una temporalità immersa, fluida, reale e completamente in ascolto con ciò che succede nell’unica dimensione temporale capace di creare cambiamento: il qui e ora. Ogni esperienza infatti cercherà di portare la persona in quello che accade e non in ciò che succederà o che potrà avvenire. Creare una dimensione temporale spontanea, che si spogli della sua componente razionale e del concetto di volontà è l’obiettivo di un’esperienza che ha nel corpo, nel suono e nella voce la sua centralità.

Momenti esperienziali

Abstract

Nell’espressività corporea,utilizzando il corpo e il movimento si intraprende un’esperienza che, in un luogo protetto e non giudicante, mira all’armonia e all’integrazione di sé, attraverso l’armonizzazione del proprio “interno” col proprio “esterno. Scopo del Laboratorio è di approfondire la conoscenza e la consapevolezza delle proprie dinamiche e delle potenzialità comunicative del corpo, e aumentare il proprio potenziale espressivo individuale.

Il laboratorio verrà diviso in fasi:

Prima fase:

1)Conoscenza (i partecipanti si presenteranno al gruppo utilizzando come forme espressive la voce e il corpo).

2)Riscaldamento (i partecipanti attraverso diverse consegne si metteranno in ascolto con il proprio corpo esplorando i tre livelli corporei (inferiore, medio, superiore) e una prima forma di sperimentazione del binomio lento/veloce.

Seconda fase:

1)Primo training espressivo (suono/movimento, radicamento) 2)Secondo training espressivo (i partecipanti esploreranno il movimento in tutte le sue componenti espressivo – corporeo).

3)Terzo training espressivo (i partecipanti sperimenteranno, attraverso l’ascolto di musiche e suoni, il processo di armonizzazione ritmica del corpo).

4) Storia corporea (una performance dove ognuno dei partecipanti esplorerà su un foglio grande, la propria storia corporea. Terza fase In questa fase si lavorerà sulla fiducia, la relazione e la perdita del controllo, attraverso alcune esperienze che faranno riferimento a discipline come la teatroterapia,danzamovimentoterapia ed espressività corporea. In questa fase si lavorerà non più sul singolo ma sul vincolo relazionale. Quarta fase In questa fase si lavorerà sul binomio corpo/voce attraverso esperienze finalizzate a valorizzare il corpo e la voce come strumenti di espressione e di riconoscimento della propria persona e del proprio potenziale creativo (in questa fase verranno utilizzate tecniche di scrittura creativa e teatroterapia).

Quinta fase

1) Suono attivo (In questa fase si lavorerà sul suono attivo attraverso la libera improvvisazione sonoro musicale

2) Rilassamento e Body Scan (verranno utilizzate tecniche riconducibili alla Mindfulness e alla meditazione Vipassana).

Chiusura

Concludere l’esperienza è tra i processi più delicati di un laboratorio. La conclusione comporta l’aver condotto il gruppo verso una dimensione trasformativa dove le frustrazioni, le tensioni ed emozioni originarie sono state consapevolmente o accidentalmente ritrovate, espresse e infine contenute. Il laboratorio come l’esperienza di un funambolo, seguirà un equilibrio oscillante e ballerino dove si alterneranno momenti di scoperta, silenzio, climax dirompenti e fasi contenutive orientate alla più delicata delle conclusioni. La chiusura è il momento in cui l’esperienza si avvicina alla consapevolezza, dove espressività mostrata in diverse forme, torna a una dimensione terrena. Questa è la fase del risveglio, dove ognuno dei partecipanti cerca e desidera una piena condivisione sia orale che fisica. Dove ciò che è accaduto entra a far parte non soltanto di un sistema di pensiero, ma all’interno di un corpo che si è reso disponibile a sentire. Il corpo, il suono, la voce, proporzionatamente stimolati e valorizzati attraverso l’esperienza, si trasformano in questa fase conclusiva e di chiusura in consapevolezza.  

Jean-Michel Folon

Comunicazione non verbale e sintonizzazione affettiva (percorso per genitori)

“Il comportamento non ha un suo opposto. In altre parole, non esiste qualcosa che sia un non - comportamento o, per dirla più semplicemente, non è possibile non avere un comportamento. Ora se si accetta che l’intero comportamento in una situazione di interazione ha valore di messaggio, vale a dire è comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio”

(Paul Watzlawick, Pragmatica della Comunicazione Umana)

Abstract

Il percorso “Comunicazione non verbale e sintonizzazione affettiva” vuole offrire ai genitori strumenti di ascolto, contenimento e comprensione, al fine di offrire nuove forme di consapevolezza e modalità altre per stare in relazione con il bambino e strumenti di gestione della propria emotività e uno spazio, protetto e non giudicante dove esprimersi e condividere la propria esperienza. Attraverso un accurato training esperienziale accompagnerò i genitori ad abbandonare regole e convinzioni, guidandoli in un mondo altro fatto di suoni, espressività e gestualità, al fine di stimolare la creatività e empatia; fondamentali per mettersi nei panni dell’altro e istaurare una comunicazione basata sulla reciprocità, la sintonizzazione affettiva e il linguaggio analogico. Il percorso avrà come obiettivo quello di rendere i genitori consapevoli che il linguaggio parlato non è l’unica modalità esistente per costruire una relazione e destrutturare molte “verità” riguardanti il comportamento e la comunicazione (è impossibile non comunicare. L’attività o l’inattività, le parole, le stereotipie, la lallazione o il silenzio hanno tutti valore di messaggio).

Per tutta la durata del percorso si lavorerà sull’attesa, aspetto centrare per comprendere i tempi del bambino, sull’ascolto empatico, fondamentale per cogliere sottilissime sfumature che raccontano desideri, volontà e sensazioni che il bambino esprime, tecniche di contenimento, strumenti per rafforzare la relazione e tecniche per gestire lo stress emotivo del genitore (assolutamente legittimo e umano) al fine di alleviare eccessive responsabilità e convinzioni disfunzionali su stesso (senso di colpa e senso di inadeguatezza). Durante gli incontri verranno proposti ai partecipanti esperienze espressivo – formative, miranti a valorizzare il linguaggio non verbale (laboratori incentrati sulla voce, la gestualità e la mimica facciale in un’ottica di relazione) che hanno come obiettivo quello di rendere la relazione un processo dinamico e creativo, finalizzato a stimolare e valorizzare la flessibilità e trasformarla in uno strumento di interazione e comprensione dell’altro. Durante il percorso verranno utilizzati diversi materiali quali fogli, strumenti musicali, elastici, colori, fili e corde, che diventeranno veri e propri mediatori espressivi per valorizzare l’affettività, l’emotività e stimolare le capacità empatiche del genitore; Si lavorerà su tecniche di rispecchiamento (fondamentali per entrare in contatto con l’universo autistico) e di sintonizzazione affettiva, e cioè un processo di comunicazione che ha luogo in un contesto intimo (il silenzio e lo sguardo oculare) dove non è la parola parlata a guidare il comportamento, e dove il livello puramente semantico del linguaggio non verrebbe compreso. Sintonizzazione è diverso da pura imitazione poiché “se imiti un bambino questo dimostra solamente che sai quel che egli sta facendo, ma non come effettivamente si senta mentre lo fa. Se vuoi comunicargli che percepisci le sue sensazioni, devi riprodurgli i suoi sentimenti interiori in altro modo. Solo allora il bambino sa di essere compreso”. (David Goleman, Intelligenza Emotiva). Il percorso “Comunicazione non verbale e sintonizzazione affettiva” vuole offrire quindi ai genitori sia uno spazio protetto e non giudicante dove potersi esprimere liberamente e condividere le proprie esperienze di persona e genitore, che strumenti ed esperienze che possano restituire alla comunicazione la sua valenza sia affettiva che emotiva al fine di creare reciprocità, comprensione e ascolto.

Obiettivi

• Valorizzare l’universo affettivo ed emotivo del genitore

• Stimolare e valorizzare l’empatia

• Stimolare e valorizzare l’espressività corporea e la mimica facciale

• Offrire strumenti di ascolto e comprensione dell’altro (rispecchiamento e sintonizzazione affettiva)

• Stimolare la consapevolezza al fine di alleviare stress quotidiani e senso di inadeguatezza

• Valorizzare e stimolare la creatività al fine di renderla elemento indispensabile per creare e rafforzare la relazione

Nicola De Maria

Il Gioco Del Corpo nel Teatro

Destinatari: Attori, Danzatori, Moderatori Corporei, Attori e danzatori in formazioni, musicoterapeuti e danzamoviumentoterapeuti, teatroterapeuti 

Durata: 4 ore

Materiali utilizzati: Strumenti Musicali, Stoffe, Corde, Palloncini, Manichini, colori, fogli, elastici, aste. 

Abstract

Antonin Artaud scrive:“bisogna ammettere nell'attore l'esistenza di una sorta di muscolatura affettiva corrispondente alla localizzazione fisica dei sentimenti". Una Frase che mette in evidenza la priorità e il ruolo centrale che il corpo assolve nel teatro, e di come l’emotività, affettività vengono esternate, modificate e trasformate attraverso la plasticità del corpo. Il Gioco del Corpo nel Teatro vuole offrire ai partecipanti un luogo - protetto e non giudicante - dove sarà possibile entrare in contatto con canali espressivi appartenenti al linguaggio analogico, e sperimentare, attraverso il suono, il ritmo, la voce e l’espressività corporea, nuove forme di consapevolezza. Nelle quattro ore di laboratorio i partecipanti sperimenteranno tra le diverse tecniche che verranno proposte quella del grounding (radicamento), finalizzata a migliorare il rapporto con se stessi e con il proprio corpo, al fine di affinare il modo in cui si esplora, si condivide e si prende possesso dello spazio (presenza scenica e corporea). Verranno inoltre proposte esperienze dove verranno utilizzati gli strumenti musicali, colori, fogli, il movimento espressivo e tecniche che avranno come elemento fondante la voce, al fine di esplorare elementi espressivi appartenenti alla sfera del non verbale e al linguaggio analogico. Sperimentando il non verbale i partecipanti potranno esplorare con consapevolezza il proprio rapporto con se stessi e mediante il silenzio e la gestualità, verranno proposte esperienze atte a migliorare la centratura emotiva e il benessere psicofisico della persona. Durante il laboratorio verranno proposte inoltre esperienze che faranno riferimento alla scrittura creativa e all’improvvisazione libera, al fine di valorizzare l’improvvisazione teatrale e narrativa dei partecipanti. La musica, gli strumenti musicali, la scrittura creativa, stoffe, maschere, colori e corde saranno il corollario di un’esperienza che vuole migliorare i livelli di consapevolezza dei partecipanti e valorizzare il proprio potenziale espressivo e creativo. Per di più verrà proposta la storia corporea, un viaggio intimo che guiderà i partecipanti verso una dimensione creativa ed esplorazione grafica e corporea dello spazio. Il corpo e il segno grafico tracceranno un percorso corporeo- espressivo sul grande foglio e le tracce incise sulla superficie del foglio metteranno in evidenza il modo in cui la persona, il ragazzo, il bambino si approccia allo spazio.

Temi affrontati

• Eutonia, Armonizzazione corporea e Movimento libero

• Il Lento e il Veloce

• Ascolto Empatico e Gesto Consapevole

• Presenza Corporea e Grounding

• Libera Improvvisazione Corporea

• Storia Corporea

• Libera Improvvisazione Sonoro Musicale

• Scrittura creativa

Domenico Paladino

Il Movimento, il Gesto, il Contatto (Laboratorio espressivo - formativo per operatori del benessere)

Destinatari: Operatori del benessere

Durata: 4 ore

Abstract

Il laboratorio Il WorkShop “Il movimento, il Gesto, Il Contatto” avrà come obiettivo quello di offrire ai partecipanti uno spazio - protetto e non giudicante - dove poter esprimere pienamente e liberamente, attraverso i tre elementi, la propria espressività; in maniera tale da valorizzare, in termini sia di movimento, che di contatto, la percezione dell’altro e di se stesso.

Il lavoro dell’operatore olistico basandosi sulla pratica delle discipline naturali e cioè su tecniche non mediche e non estetiche, mira a facilitare il recupero spontaneo dell’equilibrio psico-fisico della persona. Il workshop essendo incentrato su tecniche espressive riconducibili alle Arti Terapie e all’Espressività Corporea, vuole dare occasione all’operatore di poter sperimentare lui stesso nuove pratiche incentrate sulla consapevolezza corporea e sulla valorizzazione di una sensibilità riconducibile all’universo tattile, sensoriale e corporeo. Il corpo e Il contatto saranno i temi centrali di tutto il Workshop, al fine di offrire ai partecipanti un accurato training basato sul movimento consapevole, che avrà come finalità quello di valorizzare e stimolare le proprie potenzialità espressive, comunicative e relazionali. Il suono, il movimento consapevole, il connubio tra arte grafica e gesto, la profondità del respiro unita alla nudità dello sguardo, saranno gli elementi che accompagneranno tutta l’esperienza; mediatori espressivi capaci di ridefinire le energie e riconsiderare in maniera “altra” lo strumento corpo.