Francesco Clemente

Il Suono Del Corpo

Destinatari: Adulti dalla maggiore età in poi che vogliono acquisire maggiore consapevolezza, migliorare l'autostima e riscoprire potenzialità creative e incrementare le capacità relazionali.

Durata: 4 ore

Materiali utilizzati: Strumenti Musicali, Stoffe, Corde, Palloncini, Manichini, colori, fogli, elastici, aste.

Aspetti Teorici

Olismo Olismo viene dal greco όλος, cioè "la totalità", "globalità" ed è il concetto madre a cui l’arteterapia e la musicoterapia fanno riferimento, e cioè l’attitudine a considerare l’essere umano un tutto; non circoscrivere la persona alla sola patologia, ma considerare l’individuo partendo dalla sua storia personale, dal modo in cui vive e si relaziona al dolore, considerare le dinamiche relazionali e i rapporti familiari e cogliere in qualsiasi forma di disagio la componente emotiva e affettiva che ogni problematica porta con sé. L’idea di laboratorio che ho in mente, guarda alle storie di ogni singola persona appartenente al gruppo, come una totalità.

Arrendersi al Corpo

Tornare alla vita del corpo permette alle nostre emozioni di riprendere il loro spazio naturale. Le tensioni infatti, non solo le limitano, riducendo la qualità delle emozioni provate, ma fanno durare più a lungo le emozioni negative, condizionando così il nostro umore. Se torniamo ad essere elastici e vulnerabili, torniamo alla nostra vitalità e alla libertà della nostra espressione emotiva. Reprimere un sentimento comporta la repressione di tutta una serie di altri sentimenti collegati. Ecco perché Alexander Lowen, padre della bioenergetica, non distingue tra emozioni buone ed emozioni cattive ma piuttosto tra avere o non avere la padronanza delle proprie emozioni. Bloccare un’azione non significa esserne padroni: la strada della padronanza significa sentire pienamente la carica energetica che proviamo e scegliere se agirla o meno. All’interno del laboratorio Il corpo il suono, la Voce, proporrò alcune esperienze che avranno come elemento centrale la resa da parte della persona al corpo, e cioè aiutarla ad avere un atteggiamento che la spinga ad abbondare il controllo della mente e lasciare al corpo la dimensione del sentire.

Espressività corporea

L’espressività corporea ha come obiettivo e unico interesse la valorizzazione dell’essere umano. Attraverso di essa si può recuperare l'autenticità perduta o mai sperimentata, il che significa ascolto interno, padronanza dei mezzi espressivi e auto-accettazione. Un lasso di tempo dove è possibile prendere coscienza del proprio corpo e delle sue grandi potenzialità trasformative. Un laboratorio espressivo che si propone quindi di riuscire a innescare dei momenti di autoriflessione all’interno della propria esperienza professionale e personale. Le proposte si concentreranno magggiormente su tecniche musicoterapiche, arteterapiache, esperienze di danzamovimento terapia, teatroterapia e scrittura creativa e momenti di rilassamento riconducibili alla meditazione Vipassana. Un laboratorio incentrato sull'espressività corporea e su elementi sonori, vocali e gestuali, che valorizzando il corpo e la creatività, può aiutare a raggiungere e ad acquisire diversi livelli di consapevolezza.

Il momento presente

Daniel Stern si pone una domanda importante: “come è possibile che ciò che viviamo come ora sia lungo abbastanza da permettere che qualcosa vi accada?” per poi affermare “la durata del momento presente dipende dal modo in cui concepiamo il passaggio del tempo”. Il laboratorio che propongo cerca di offrire ai partecipanti una nuova concezione del tempo. Una temporalità immersa, fluida, reale e completamente in ascolto con ciò che succede nell’unica dimensione temporale capace di creare cambiamento: il qui e ora. Ogni esperienza infatti cercherà di portare la persona in quello che accade e non in ciò che succederà o che potrà avvenire. Creare una dimensione temporale spontanea, che si spogli della sua componente razionale e del concetto di volontà è l’obiettivo di un’esperienza che ha nel corpo, nel suono e nella voce la sua centralità.

Momenti esperienziali

Abstract

Nell’espressività corporea,utilizzando il corpo e il movimento si intraprende un’esperienza che, in un luogo protetto e non giudicante, mira all’armonia e all’integrazione di sé, attraverso l’armonizzazione del proprio “interno” col proprio “esterno. Scopo del Laboratorio è di approfondire la conoscenza e la consapevolezza delle proprie dinamiche e delle potenzialità comunicative del corpo, e aumentare il proprio potenziale espressivo individuale.

Il laboratorio verrà diviso in fasi:

Prima fase:

1)Conoscenza (i partecipanti si presenteranno al gruppo utilizzando come forme espressive la voce e il corpo)

2)Riscaldamento (i partecipanti attraverso diverse consegne si metteranno in ascolto con il proprio corpo esplorando i tre livelli corporei (inferiore, medio, superiore) e una prima forma di sperimentazione del binomio lento/veloce.

Seconda fase:

1)Primo training espressivo (suono/movimento, radicamento)

2)Secondo training espressivo (i partecipanti esploreranno il movimento in tutte le sue componenti espressivo – corporeo).

3)Terzo training espressivo (i partecipanti sperimenteranno, attraverso l’ascolto di musiche e suoni, il processo di armonizzazione ritmica del corpo).

4) Storia corporea (una performance dove ognuno dei partecipanti esplorerà su un foglio grande, la propria storia corporea. Terza fase In questa fase si lavorerà sulla fiducia, la relazione e la perdita del controllo, attraverso alcune esperienze che faranno riferimento a discipline come la teatroterapia,danzamovimentoterapia ed espressività corporea. In questa fase si lavorerà non più sul singolo ma sul vincolo relazionale.

Seconda fase

In questa fase si lavorerà sul binomio corpo/voce attraverso esperienze finalizzate a valorizzare il corpo e la voce come strumenti di espressione e di riconoscimento della propria persona e del proprio potenziale creativo (in questa fase verranno utilizzate tecniche di scrittura creativa e teatroterapia).

Terza fase

1) Suono attivo (In questa fase si lavorerà sul suono attivo attraverso la libera improvvisazione sonoro musicale

2) Rilassamento e Body Scan (verranno utilizzate tecniche riconducibili alla Mindfulness e alla meditazione Vipassana).

Chiusura

Concludere l’esperienza è tra i processi più delicati di un laboratorio. La conclusione comporta l’aver condotto il gruppo verso una dimensione trasformativa dove le frustrazioni, le tensioni ed emozioni originarie sono state consapevolmente o accidentalmente ritrovate, espresse e infine contenute. Il laboratorio come l’esperienza di un funambolo, seguirà un equilibrio oscillante e ballerino dove si alterneranno momenti di scoperta, silenzio, climax dirompenti e fasi contenutive orientate alla più delicata delle conclusioni. La chiusura è il momento in cui l’esperienza si avvicina alla consapevolezza, dove espressività mostrata in diverse forme, torna a una dimensione terrena. Questa è la fase del risveglio, dove ognuno dei partecipanti cerca e desidera una piena condivisione sia orale che fisica. Dove ciò che è accaduto entra a far parte non soltanto di un sistema di pensiero, ma all’interno di un corpo che si è reso disponibile a sentire. Il corpo, il suono, la voce, proporzionatamente stimolati e valorizzati attraverso l’esperienza, si trasformano in questa fase conclusiva e di chiusura in consapevolezza.

Kazimir Malevič