Gerhard Richter

Lo spazio del Respiro

 

Ilse Middendorf nel libro l’esperienza del respiro scrive “lo spazio del respiro non è semplicemente dato dall’estensione di una o più regioni del corpo. Esso rappresenta molto più il preludio dello sviluppo di un’energia che può essere percepita solo quando le pareti del corpo si restringono nuovamente all’espirazione. Il processo respiratorio si compone sempre della trilogia di inspirazione, espirazione e riposo dopo l’espirazione. L’espirazione allarga le pareti di una regione del corpo. Essa estende la muscolatura. Ed è attraverso questa estensione che noi percepiamo “lo spazio del respiro”. Lo spazio di cui parla la Middenford non è semplicemente un luogo dove un processo fisiologico e vitale si manifesta, ma è un “evento” che si rivela a una profondità tale da determinare ciò che Russ Harris chiama “processo di espansione” e cioè la capacità da parte dell’essere umano di fare spazio, di ampliare in termini di consapevolezza il suo raggio di azione e di percezione rispetto al manifestarsi di un’emozione. Sempre la Middendorf scrive “il respiro è una forza coesiva che genera bilanciamento ed equilibrio nel corpo fisico e ci aiuta a modulare le impressioni che ci arrivano dal mondo interno e dal mondo esterno. Il respiro è è un movimento primario è perciò è vita immediata”. Facendo riferimento alla sua immediatezza e alla capacità di equilibrare e bilanciare la terapista del respiro ci mostra il suo valore terapeutico in quanto mette in evidenza l’originarietà di un elemento che oltre a dare vita ci permette anche di trasporla in una dimensione ritmica che ha nella ritualità e nella circolarità – ispirazione, espirazione e riposo - la sua dimensione curativa. L’ansia che possiamo definire come uno stato psichico di un individuo, prevalentemente cosciente, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura, spesso infondata, relativa a uno stimolo ambientale specifico, associato a una mancata risposta di adattamento da parte dell'organismo in una determinata situazione, è una condizione di disordine che spesso genera sensazioni di terrore, spavento, immobilismo, persino svenimento è una delle condizioni più diffusamente destabilizzanti che un essere umano comunemente vive. In questa condizione il respiro è bloccato, corto, manchevole della sua circolarità e soprattutto della dimensione di spazio che il processo di espirazione ricrea all’interno del corpo. Semplicemente non siamo consapevoli di ciò che realmente ci sta accadendo poiché abbiamo spostato l’attenzione altrove, così facendo abbiamo ristretto il nostro spazio. In poche parole non ci stiamo espandendo. Se in questa particolare condizione prestassimo attenzione al respiro e alla sua circolarità ci metteremo in una condizione di ascolto poiché osserveremo la situazione nella sua purezza e nella sua essenzialità, ripulendola del tutto delle ipotesi, interpretazioni e convinzioni che la mente ci suggerisce. Riportare un’emozione in una condizione di purezza è l’obiettivo fondante della respirazione consapevole e citando nuovamente la Middendorf il respiro diventa “una forza coesiva che genera bilanciamento ed equilibrio nel corpo fisico e ci aiuta a modulare le impressioni che ci arrivano dal mondo interno e dal mondo esterno”. Una forza coesiva che genera bilanciamento e cioè un ancora alla quale la persona può aggrapparsi al fine di ricreare ordine mediante l’espirazione, l’ispirazione e il riposo.

Roy Lichtenstein