Jean Michel Basquiat

Ansia e Covid19

 

L'ansia è uno stato psichico di un individuo, prevalentemente cosciente, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura, relativa a uno stimolo ambientale specifico, associato a una mancata risposta di adattamento da parte dell'organismo in una determinata situazione che si esprime sotto forma di stress per l'individuo stesso. l’intensa preoccupazione è associata a un elemento che contraddistingue questo stato psichico, e cioè una difficoltà a vivere pienamente il momento presente, poiché la persona che ne soffre tende a spostare l’attenzione verso eventi non ancora accaduti e che contraddistinguono una dimensione temporale non vissuta: il futuro.

Le preoccupazioni nascono da un’intensa attività psichica che si trasforma in rimuginazione (pensare sistematicamente) che corrisponde a un processo cognitivo caratterizzato da uno stile di pensiero disfunzionale e maladattivo che si focalizza principalmente sugli stati emotivi interni e sulle loro conseguenze negative. Esistono delle caratteristiche comuni a tali modalità di pensiero, e sono:

- Ripetitività pensieri sempre uguali che si ripetono; negatività, pensare sempre a cose negative che potrebbero succedere o che sono accadute;

- Incontrollabilità, incapacità di fermare i pensieri ripetitivi; contenuto prettamente verbale, sono caratterizzati più da frasi che da immagini mentali;

- Astrattezza, non portano all’azione ma richiamano solo altri pensieri;

- Abbassamento totale o parziale dei livelli di attenzione;

La pandemia avendo generato uno stato di paura e di tensione ha ovviamente stimolato queste componenti e il conseguente lockdown ha praticamente impedito e fortemente limitato l’individuo ad attuare strategie di evitamento che gli consentivano di non entrare in contatto con i propri fantasmi. La pandemia quindi, costringendo la persona a stare da sola con se stessa, ha messo a nudo abitudini disfunzionali, paure, ansie e sensazioni di vuoto; acuendo la tendenza a pensare in maniera continua e irrefrenabile e trasformando la paura in una condizione esistenziale, quotidiana e onnipresente. Paura di contrarre il virus, di infettare i propri cari o di morire sono il punto culminante del tentativo di controllare ciò che è incontrollabile: la paura.

Controllare per esempio l’ansia non è possibile, in quanto si tratta di una normale e umana reazione fisiologica a una situazioone di stress o di eventi esterni spiacevoli. Ogni tentativo di gestire l’ansia attraverso il pensiero è vano (cercando soluzioni o condizioni per scacciarlo o ellentarne la presenza)  poiché se proviamo paura il cervello ci farà scappare, se proviamo rabbia ci farà attaccare, se proviamo vergogna il cervello ci dirà di non attuare più quel comportamento, se proviamo disgusto ci dirà di allontanarci con un senso di profonda repulsione. Se lo scopo prefissato è quello di eliminare l’ansia attraverso il pensiro o azioni di evitamento, inevitabilmente si proverà frustrazione. A tal proposito Russ Harris nel libro la trappola della felicità a proposito della tendenza da parte dell'essere umano di scacciare le emozioni spiacevoli scrive: "la soluzione è il problema" e cioè la condizione paradossale in cui si trova l'essere umano ogni qual volta cerca di liberarsi dei pensieri e dei sentimenti spiacevoli e cioè quella di nutrire, intensificare e prolungare la sofferenza.   

Jon Kabat-Zinn scrive che è di fondamentale importanza per l'essere umano “prestare attenzione in maniera volontaria al momento presente, senza giudizio” per prendere consapevolezza di ciò che stiamo facendo e di quello che abbiamo attorno a noi.

La musicoterapia e l’espressività corporea si pongono come obiettivo quello di creare abitudini più funzionali, alzando i livelli di attenzione e aprendo le porte alla realtà e creando un distacco graduale e significativo dalle immagini o dai pensieri catastrofici e negativi che la mente crea ogni qual volta si ha la tendenza a scacciare la paura. In che modo? Attraverso l’uso di tecniche che portano la persona a riconsiderare pienamente il corpo attraverso il movimento, la respirazione e il suono, che combinati al ritmo, allentano lo stress in eccesso, creando uno stato di profondo benessere. La musicoterapia inoltre apre la persona ai cinque sensi attraverso un rapporto di contatto e creazione del suono, e del movimento espressivo riportandola alla realtà del momento presente. Una realtà che viene suonata, percepita, danzata e respirata e non più pensata. Il suono, il movimento e il canto diventano quindi esperienze per scoprire una realtà mai realmente conosciuta poichè sempre alterata, modificata dalla mente che inevitabilmente trasporta la persona, attraverso pensieri e immagini, in un futuro catastrofico. 

Una realtà che mendiate la musicoterapia e l'espressività corporea diventa parte integrante del corpo.

Jean Michel Basquiat